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SCUSI, LEI È DIGITALE O ANALOGICO? (seconda parte)

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Pubblicato da in Cavalcando l’onda… del suono ·
Tags: musicariproduzioneanalogicadigitalesuonoriproduttoregiradischihifi
Cari lettori, oggi riprenderemo la discussione sulla riproduzione della musica. Come dicevo la scorsa volta abbiamo provato a far girare il CD con la stessa canzone delle prove riportata nella prima parte di questo articolo; il flusso audio era pulito ma asettico, privo di quei rumori di cui ho già parlato, i quali risultano indispensabili per un hi fi che ci faccia sperimentare l’effetto di avere innanzi a noi i musicisti che hanno eseguito il brano.
Volontariamente ho omesso di dire che si tratta di una registrazione risalente agli anni 80.  La famosa vocina fuori campo potrebbe dire: E allora? Beh, in realtà si tratta di un’informazione molto importante se si tiene conto che negli anni 80, così come fino a buona parte del decennio successivo, i master erano realizzati su nastro. Come tutti ben sapete il nastro è analogico, quindi il materiale sonoro non subiva alcuna modifica quando dalla bobina a nastro era riversata sul vinile. Viceversa oggi la musica è nativa in digitale, dunque un computer si occupa di registrare il master che, nella maggior parte dei casi, rimane liquido, ovvero non assume forma fisica e rimane comodamente allocato all’interno di un hard disk; ciò comporta che per avere una versione analogica (disco in vinile) è necessario eseguire una conversione da digitale in analogico.
Oggi tutti sostengono che l’analogico non può competere con il digitale perché durante la conversione la musica subisce intanto una perdita di qualità dovuta alle diverse dinamiche delle due tecnologie, e quel che è peggio acquisisce tutti i difetti del contatto fisico tra la puntina e il microsolco del disco, difetti che l’audiofilo purista (forse come me) è disposto a sopportare a patto che la musica sia stata registrata in analogico, qualcosa che purtroppo non avverrà mai più. Oggi, dunque, ai nostalgici non resta che acquistare i dischi quasi esclusivamente come gadget.
Però c’è ancora qualche speranza di ascoltare con una qualità almeno vicina al digitale la musica riprodotta oggi attraverso un giradischi: ci sono dei prodotti da poco in commercio che tentano, con apprezzabili risultati, di risolvere il problema. Forse è proprio grazie a questi prodotti e alla crescente tendenza di avere a casa un qualcosa di solido al posto di un MP3 all’interno del nostro Smartphone che la vendita dei vinili ha conquistato negli ultimi mesi il 10 % del mercato musicale solido. Ma di quest’aspetto parleremo nella terza parte di: Scusi lei è digitale o analogico?  
Aspetto come sempre commenti e soprattutto critiche sulla questione.

 
Alessandro Buttitta




SCUSI, LEI È DIGITALE O ANALOGICO? prima parte

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Tags: ascoltomusicariproduzionedigitaleanalogicosuonoregistrazioneaudioriproduzionemusicale.
Cosa suona meglio un giradischi o un lettore CD? è meglio comprare la musica su liquida su uno store o un vinile in negozio?
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